_
Mostra
Gino Marotta, Universo Naturale-Artificiale (in Nuvola)
Roma Arte in Nuvola 2025
Convention Center La Nuvola, Roma
21-23 novembre 2025
A cura di Andrea Viliani in collaborazione con Archivio Gino Marotta
Torna uno degli eventi più attesi del panorama artistico italiano: Roma Arte in Nuvola - Fiera Internazionale di Arte Moderna e Contemporanea, giunta quest'anno alla sua quinta edizione. Dal 21 al 23 novembre 2025 gli spazi de La Nuvola, progettata da Massimiliano Fuksas, ospitano un programma ricco di mostre, talk, eventi e performance in cui artisti, galleristi, curatori e appassionati d'arte potranno incontrarsi e confrontarsi, in uno dei principali appuntamenti culturali dell'autunno.
Ideata e organizzata da Alessandro Nicosia, con la direzione artistica di Adriana Polveroni e promossa da EUR S.p.A., Roma Arte in Nuvola si avvale della partecipazione attiva del Ministero della Cultura, di Roma Capitale e della Regione Lazio e del Patrocinio del Dicastero per l'Evangelizzazione della Città del Vaticano, ed è organizzata e prodotta da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare con Costruire Cultura.
Tra i progetti speciali che animano la quinta edizione di Roma Arte in Nuvola, la mostra dedicata a Gino Marotta, Universo Naturale-Artificiale (in Nuvola), curata da Andrea Viliani e realizzata in collaborazione con l'Archivio Gino Marotta.
In esposizione una selezione di opere delle serie dei Rilievi e dei Metacrilati, rappresentative dell'universo poetico dell'artista.
Scrive Andrea Viliani:
Gino Marotta appare nella Nuvola: un’esperienza fisica, percettiva, sensibile ma anche un atto del pensiero e la trama di un racconto oscillanti fra passato e futuro, interno ed esterno, tridimensionale e bidimensionale, solidità e trasparenza, linea e forma, colore e luce, sguardo che si focalizza e distratta coda dell’occhio. Tutto è fermo, ma sembra muoversi. Tutto è lì presente, ma sembra fuori dal tempo. Tutto ci è familiare ma, insieme, ci è alieno…
Una selezione di Rilievi (1975-1980) – quadri che aggettano dalla parete assumendo la dimensione scultorea di quella che sembra essere la chioma di un albero – fanno da paesaggio e orizzonte a una selezione di Metacrilati – sculture che si articolano nello spazio ma sono composte dall’intersezione di superfici piane trasparenti, in cui intravediamo i profili di animali, minerali e vegetali. All’improvviso ci accorgiamo di essere al cospetto di creature sia reali che immaginarie: c’è anche l’Eva della creazione… fra un lama, una giraffa, una pantera.
Quelli di Marotta sono sempre stati universi condensati, in cui il tempo si piega, il concreto diviene astratto (e viceversa), il punto di vista umano perde la sicurezza della sua centralità, i materiali e le tecnologie moderne trasmettono la memoria ancestrale di ecosistemi che forse stiamo perdendo, o che sono già perduti per sempre. La nostra percezione corporea vacilla, così come la nostra comprensione delle coordinate spaziali e temporali: qualcosa di simile, forse, lo provarono gli anonimi autori delle pitture rupestri… loro di fronte a un mondo ancora sconosciuto, noi di fronte a un mondo in trasformazione. O, forse, qualcosa di simile lo sta progettando quell’intelligenza artificiale da cui si sta generando un nuovo mondo post-umano, naturale e artificiale insieme. La più probabile approssimazione di tutto questo, forse, potrebbe essere proprio l’apparizione in cui vi state per addentrare, sotto le vetrate-portali della Nuvola.
Del resto, non dobbiamo mai sottovalutare le fiere: sono nate proprio per proporre prototipi bizzarri e irrealistici che si sono però poi, spesso, rivelati più che verosimili fabulae del passato, interpreti del presente e catalizzatori di realtà future.
____________________________________________________________________
Mostra
For beauty is nothing but the beginning of terror…
Gino Marotta e Bea Scaccia
Richard Saltoun Gallery
Via Margutta 48, 00186 Roma
1 ottobre – 21 novembre 2025
A cura di Paola Ugolini
Richard Saltoun Gallery presenta For beauty is nothing but the beginning of terror…, mostra a cura di Paola Ugolini, che celebra le opere di Gino Marotta (1935–2012), recentemente esposto nella mostra Panorama Pozzuoli, e Bea Scaccia (1978), tra gli artisti protagonisti della prossima 18a Quadriennale d’Arte di Roma.
Nella Prima delle Elegie Duinesi (1912) il poeta austriaco Rainer Maria Rilke scrive “…Perché il bello è sol l’inizio del tremendo, che sopportiamo appena, e il bello lo ammiriamo così perché incurante disdegna di distruggerci…”. Questa frase di per sé stessa “sublime” ben si adatta a descrivere le opere di Gino Marotta e Bea Scaccia, sua allieva, che, in questo dialogo intergenerazionale, anziché pacificare lo sguardo, lo turbano.
Il dualismo, caratteristica intrinseca dell’opera d’arte, è il filo conduttore che lega gli innaturali animali in metacrilato di Marotta, realizzati negli anni Sessanta, alle recenti opere pittoriche e installative di Scaccia.
Gino Marotta fu tra i primi a introdurre l’uso del metacrilato (perspex), materiale innovativo con cui realizzò paesaggi artificiali popolati da forme trasparenti e luminose ispirate al mondo animale e vegetale. Trasferitosi a Roma da giovanissimo, Marotta aveva già iniziato a sperimentare con piombo, stagno, alluminio e assemblaggi neo-dada, muovendosi tra pittura e
scultura e trasformando materiali industriali in icone di un immaginario collettivo sospeso tra natura e artificio. Con le sue celebri foreste artificiali e le carovane di animali immaginari genera ambienti onirici che segnalano al contempo il fascino e la fragilità della natura.
La carovana di animali in metacrilato, che sembrano avanzare in un’atmosfera onirica e surreale, taglia verticalmente lo spazio della galleria che, grazie al wall drawing realizzato da Scaccia lungo tutto il perimetro dei muri, diventa immersivo. Bea Scaccia ha sviluppato una pratica artistica che rielabora gli elementi della superficie – pellicce sintetiche, gioielli,
parrucche, tessuti – come segni pittorici carichi di ambiguità, strumenti per parlare del lato oscuro della nostra identità. Come sottolinea l’artista: “I miei dipinti sono psicologici. Si occupano di ciò che sta sotto la superficie, ma usano gli espedienti della superficie, della facciata per parlare della nostra oscurità”.
La sua ricerca indaga le costruzioni della bellezza e le loro
connessioni con l’idea di mostruosità: figure ambigue e teatrali, prive di volto, diventano parodie visionarie delle convenzioni sociali, trasformando la pittura in un linguaggio critico capace di esporre le tensioni tra identità e apparenza.
L’eccesso di decorazione è voluto, è un caos organizzato da cui emergono dei simulacri di corpi umani che, pur non apparendo mai, sono sempre presenti come fossero una sorta di sinfonia di fondo.
Gli animali non umani di Marotta sono un monito, apparentemente allegro, al rischio di estinzione mentre i fantasmi di animali umani di Scaccia ci trasportano in un mondo di corpi queer che trovano la loro cifra distintiva nella teatralità del travestimento.
____________________________________________________________________
Mostra
PANORAMA POZZUOLI – ITALICS ART
Pozzuoli
10–14 settembre 2025
Una mostra diffusa a cura di Chiara Parisi
Dal 10 al 14 settembre 2025 Pozzuoli ospita la quinta edizione di Panorama, la mostra diffusa ideata da Italics e curata da Chiara Parisi. Cinque giorni di arte contemporanea, archeologia e paesaggio trasformano la città e i Campi Flegrei in un museo a cielo aperto.
Pozzuoli diventa così il cuore pulsante di un itinerario che non è semplice esposizione, ma un’esperienza collettiva, un rito laico e spirituale insieme. Il tema scelto è la divinizzazione: quella che si legge nelle fonti antiche, quando gli eroi diventavano dei, ma anche quella che permea ancora oggi l’anima flegrea, dove il respiro della terra e del mare si fonde con l’immaginario dei suoi abitanti.
La Galleria Richard Saltoun partecipa a Italics presentando nel Rione Terra i metacrilati e le ninfee luminose di Gino Marotta.
____________________________________________________________________
Mostra
Acea Heritage
Salone del Pubblico Palazzo Acea
Piazzale Ostiense 2, Roma
dal 10 Luglio 2025
A cura di Acea – Sabrina Fiorino
Nasce Acea Heritage, una mostra per raccontare la storia e la cultura di Acea, un viaggio tra opere, documenti e oggetti per scoprire come il primo operatore idrico in Italia, nei suoi 116 anni di attività, ha contribuito alla crescita economica, sociale e civile del Paese. A inaugurarla la presidente di Acea Barbara Marinali, e l’amministratore delegato Fabrizio Palermo alla presenza del sindaco di Roma Roberto Gualtieri.
Il nuovo spazio espositivo, allestito nell’ex salone del pubblico della storica sede di piazzale Ostiense, fa parte della rete di Museimpresa, Associazione Italiana di Archivi Musei d’Impresa che riunisce la storia delle imprese italiane d’eccellenza. “Arte, design e architettura a Palazzo”, un viaggio tra le opere di Gino Marotta, alcune inedite, e Pietro De Laurentiis, due artisti che hanno lavorato alle sculture monumentali di Acea: sono esposte, su una superficie di 1.300 metri quadri, 70 tra disegni, bozzetti, sculture e manoscritti. Acea Heritage ospita anche un archivio fisico di 31mila foto dal fondo fotografico storico aziendale e una biblioteca con oltre 600 volumi e pubblicazioni.
Non solo una mostra, quindi, ma uno spazio a vocazione culturale dove consultare l’archivio storico, partecipare a convegni, attività formative o leggere libri. Inoltre, l’esposizione esplorerà l’architettura del palazzo e della fontana monumentale, progettati dagli architetti Quaroni, Macrì e Romitelli, i documenti d’archivio, il fondo fotografico e gli strumenti industriali quali contatori, amperometri, voltmetri e lampade di varie epoche.
Acea Heritage è un’occasione unica per riflettere sulla modernità e sull’architettura modulare a Roma. La mostra è curata da Acea in collaborazione con l’Archivio Gino Marotta e l’Archivio Pietro De Laurentiis e offre un nuovo spazio culturale per la città. Dal mese di settembre, lo spazio, già aperto per i dipendenti, sarà visitabile anche dal pubblico su prenotazione, per dare la possibilità a tutti di scoprire la storia e il progresso tecnologico e sociale della Capitale. “Acea Heritage rappresenta la storia e la cultura di Acea e dell’Italia, raccontandole attraverso oggetti, documenti e opere“, dichiara l’amministratore delegato di Acea Fabrizio Palermo.
“Il nostro spazio culturale si unisce a una rete di istituzioni, quella dei Musei d’Impresa, che conservano e valorizzano il patrimonio industriale e culturale delle imprese italiane. Qui sarà possibile scoprire come Acea ha contribuito alla crescita economica, sociale e civile del nostro Paese: il patrimonio storico esposto – aggiunge Palermo –è unico e rappresenta la nostra creatività e il nostro impegno per la qualità. Siamo orgogliosi di poter condividere i nostri spazi con la collettività e di poter raccontare la nostra storia”. “Con l’inaugurazione della mostra di oggi, l’azienda apre le porte a uno spazio, restituito al pubblico, che celebra tradizione, cultura e valori”, afferma la presidente di Acea, Barbara Marinali.
“L’iniziativa è un tributo alla passione e dedizione di chi ha contribuito a costruire l’azienda, fungendo da trampolino per il futuro attraverso la conoscenza delle proprie radici e il rafforzamento dell’identità aziendale. Auspico che Acea Heritage possa diventare un punto di riferimento per la comunità e un simbolo dei valori che ci guidano: innovazione, sostenibilità e rispetto per le persone”, conclude.
____________________________________________________________________
Mostra
GINO MAROTTA
Il colore come luce
ARATRO - Galleria Gino Marotta
Università degli Studi del Molise
Via De Sanctis snc, Campobasso
dal 20 giugno 2025 al 12 gennaio 2026
A cura di Lorenzo Canova, Piernicola Maria Di Iorio
In occasione del novantesimo anniversario della nascita di Gino Marotta (Campobasso, 20 giugno 1935 – Roma, 16 novembre 2012), la Galleria Gino Marotta-ARATRO, Museo laboratorio di arte contemporanea dell’Università del Molise, presenta la mostra “Gino Marotta. Il colore come luce”, che raccoglie due importanti cicli dell’ultimo periodo creativo dell’artista.
La mostra, a cura di Lorenzo Canova e Piernicola Maria Di Iorio, prosegue idealmente la grande personale di Marotta che diede l’avvio alle esposizioni del museo ARATRO nel 2007 e sarà inaugurata venerdì 20 giugno 2025 alle ore 18:00 (preview stampa alle ore 10.30), nella sua città natale, proprio nel giorno che ne avrebbe segnato il novantesimo compleanno.
L’iniziativa, ospitata nella galleria della quale era direttore onorario e oggi a lui dedicata, vuole essere un omaggio a uno dei maggiori artisti italiani del secondo Novecento, un pioniere instancabile dei nuovi linguaggi visivi e delle ricerche sulle materie espressive.
La mostra, organizzata in collaborazione con l’Archivio Gino Marotta, si colloca in un momento particolarmente felice, iniziato nel 2023 con l’acquisizione di una sua installazione per il nuovo museo di arte contemporanea del Castello di Civitacampomarano attraverso il Piano per l’Arte Contemporanea del Ministro della Cultura, in un progetto realizzato in collaborazione con il museo ARATRO dell’Unimol.
“Il colore come luce” raccoglie così una selezione di opere realizzate tra il 2003 e il 2010, suddivise in due sezioni:
I nuovi metacrilati – una serie di quadri plastici trasparenti in cui il metacrilato – materiale di elezione del suo percorso- si trasforma in una vera e propria materia pittorica capace di inglobare e riflettere lo spazio, la luce, il colore;
Le opere di luce colorata, grandi installazioni a LED, presentate anche alla Biennale di Venezia del 2011, in cui la luce sostituisce il pigmento e dove il tracciato iconico si fa segno luminoso.
Le forme emblematiche del mondo dell’artista riaffiorano dunque come evocazioni di un paesaggio mentale, in cui la tecnologia diventa pittura e memoria.
Questa doppia anima – materica e immateriale – racconta un artista che ha saputo coniugare natura e artificio, tradizione e innovazione, restituendo alla scultura e alla pittura una dimensione scenografica e poetica.
Gino Marotta è stato infatti un grande sperimentatore di materiali sintetici, che ha precorso l’anima tecnologica di molta scultura contemporanea, passando dai metalli ai metacrilati, fino all’inserimento della luce artificiale nel corpo plastico di un lavoro che ha indagato con costanza il rapporto tra naturale e artificiale, il dialogo tra il mondo biologico e la sua ricreazione (o la sua sostituzione) in laboratorio.
La mostra al Museo ARATRO aprirà un programma di eventi dedicati a Marotta, tra cui un seminario internazionale e un ampio programma di visite guidate, attività didattiche e divulgative.
Un’opera urbana per la città
In occasione della mostra, una scultura di Gino Marotta sarà installata anche in Piazza Pepe, nel cuore di Campobasso, presso lo spazio SFUSO di JustMO’, un luogo di incontro tra arte, design e partecipazione urbana.
L’opera, visibile gratuitamente, vuole creare un ponte ideale tra la memoria dell’artista e la comunità cittadina, restituendo al paesaggio urbano il linguaggio incantato della sua arte.
____________________________________________________________________
Mostra
MIART 2025 PORTAL
GALLERIA SALTOUN
Gino Marotta
Eden artificiale 1964 - 1973
Dal 3 al 6 Aprile 2025
A cura di Laura Cherubini
In occasione di MIART 2025, la Galleria Saltoun presenterà una mostra personale di iconiche sculture del celebre artista italiano Gino Marotta nella sezione Portal.
Marotta è celebre per la sua rivoluzionaria integrazione di forme naturali e artificiali nella scultura, attraverso l'uso di materiali industriali come il metacrilato. Riconosciuto a livello internazionale, ha esposto due volte alla Biennale di Venezia, prima con una mostra personale nel 1984 e poi rappresentando l'Italia nel 2011 con Cronotopo virtuale, un suggestivo ambiente immersivo di luce colorata, che ispira la presentazione della galleria.
Marotta, figura chiave del movimento della neo-avanguardia italiana degli anni '60 e '70, ha reinterpretato motivi naturali con un'estetica ipermoderna che cattura le tensioni tra artificio e natura. Acquisendo notorietà negli anni '60, Marotta superò il movimento dell'Arte Informale, allora dominante, dedicandosi invece all'esplorazione di una "sintesi dinamica" di figurazione, linguaggio visivo e codici. Questa esplorazione segnò la sua transizione verso uno stile inconfondibile, che utilizzava materiali industriali, in particolare il metacrilato, per costruire paesaggi sintetici e vibranti. Attraverso questi, Marotta creò mondi poetici popolati da alberi stilizzati, animali, fulmini ed elementi celestiali astratti.
Nella sezione Established, la galleria presenterà una mostra collettiva con opere di: Claudia Di Francesco, Carmen Dionyse, Cleo Fariselli, Bice Lazzari, Gino Marotta, Giuseppe Penone, Bea Scaccia, Greta Schöld, Cy Twombly, Flaminia Veronesi
____________________________________________________________________
Mostra
Il Gruppo Crack
Galleria Gracis
Piazza Castello 16, Milano
20 marzo – 20 giugno 2025
A cura di Laura Cherubini
La Galleria Gracis presenta dal 20 marzo al 20 giugno 2025 la mostra dedicata al Gruppo Crack, un progetto espositivo totalmente inedito e dalla forte connotazione storico-critica.
Otto artisti italiani con orientamenti stilistici diversi si unirono per un breve periodo, un solo anno, il 1960 Nel Gruppo CRACK che rappresentò una rottura consapevole con il passato recente e i contemporanei e quindi una presa di posizione polemica contro il clima dominante.
Erano i grandi protagonisti della scena artistica romana: Pietro Cascella, Piero Dorazio, Gino Marotta, Fabio Mauri, Gastone Novelli, Achille Perilli, Mimmo Rotella, Giulio Turcato ed il poeta e critico Cesare Vivaldi.
La mostra milanese, a cura di Laura Cherubini, con un contributo critico di Francesco Guzzetti e con il supporto scientifico degli archivi degli artisti coinvolti, racconta per la prima volta di quest’unica esperienza artistica.
Il gruppo, che riuniva artisti di differenti generazioni e orientamenti stilistici, si era costituito intorno alla volontà comune di superare i vincoli dell’informale e dell’alternativa astrattismo/realismo, degli anni precedenti, rivendicando un’estrema libertà di stili, medium e temi e un desiderio di indipendenza intellettuale nel rapporto tra opera d’arte, comunicazione visiva e realtà.
L’iniziativa e quindi il Gruppo Crack furono testimoniati da un’unica mostra, organizzata alla Galleria Il Canale di Venezia nell’agosto 1960, e soprattutto dalla pubblicazione di un volume, promosso in particolare da Mauri e Marotta insieme a Vivaldi, edito dalla casa editrice Krachmalnikoff, che faceva capo ad Achille Mauri, fratello dell’artista Fabio.
La Galleria Gracis ha voluto fortemente raccontare la storia del Gruppo Crack, ancora poco nota, ma molto affascinante e significativa, e la mostra milanese, forte di un impianto scientifico e critico autorevole e della fondamentale collaborazione degli Archivi degli artisti coinvolti, rappresenta la prima occasione per scoprire un'ampia selezione dei lavori dei protagonisti del Gruppo Crack e, in particolare, alcune delle opere riprodotte nel catalogo del 1960.
Il Catalogo, edito da Manfredi Maretti, include la ristampa del catalogo del 1960. Il volume è strutturato intorno a sezioni monografiche, in cui sono riprodotte le opere di ciascuno degli artisti. Oltre alle riproduzioni a colori di tutte le opere esposte, sono illustrati documenti e materiali d'archivio relativi alla vicenda del Gruppo Crack.
Il catalogo contiene i contributi critici della curatrice Laura Cherubini – critica, curatrice e storica dell'arte, docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Accademia di Brera Milano dal 1992 e membro dei comitati scientifici di numerosi Archivi di artisti tra cui Fabio Mauri e Gino Marotta - e di Francesco Guzzetti, ricercatore e docente presso l'Università degli Studi di Firenze.
____________________________________________________________________
Mostra
Il Tempo del Futurismo
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma
Viale delle Belle Arti 131 Roma
3 dicembre 2024 - 27 aprile 2025
A cura di Gabriele Simongini.
La mostra celebra l’ottantesimo anniversario dalla scomparsa di Filippo Tommaso Marinetti, avvenuta il 2 dicembre 1944. L’esposizione si concentra sul rapporto tra arte, scienza e tecnologia. Riflessione quanto mai attuale in un mondo dove sembra si stia avverando “la profezia futurista” della macchinizzazione dell’umano e dell’umanizzazione della macchina. Saranno esposte circa 350 opere tra quadri, sculture, progetti, disegni, oggetti d’arredo, film, oltre a un centinaio fra libri e manifesti.
Sono incluse nella mostra molte opere provenienti dalla collezione della Galleria d'Arte Moderna, firmate da importanti artiste e artisti del periodo futurista e opere di artisti contemporanei da quel movimento ispirati.
Di Gino Marotta è esposta l’opera Albero artificiale del 1965 in dialogo con i Fiori futuristi di Giacomo Balla.
____________________________________________________________________
Mostra
POP/BEAT – Italia 1960-1979. Liberi di sognare
Vicenza Basilica Palladiana
2 marzo – 30 giugno 2024
a cura di Roberto Floreani
mostra prodotta da Comune di Vicenza e Silvana Editoriale
Il progetto espositivo si propone di indagare lo sviluppo della Pop Art e della Beat Generation in Italia: una selezione di opere di grande formato, unita a documenti, musica, video originali.
Avallando il parere diffuso che gli anni Dieci e gli anni Sessanta siano stati, infatti, i due decenni cardine per le arti in Italia, POP/BEAT - Italia 1960-1979 si configura quindi come un progetto multidisciplinare che propone un’interconnessione tra tutte le forme espressive, dalla pittura alla scultura, dal video alla fotografia, dalla musica alla letteratura, dalla socialità al costume, mai indagate in questa misura fino ad oggi.
La mostra si propone di mettere in evidenza l’unicità propositiva e la statura assoluta della Pop Art italiana in Europa, nonché le differenze sostanziali e l’autonomia degli artisti italiani rispetto a quelli americani. Se i secondi furono innegabilmente orientati all’evidenza dei prodotti di consumo della società di massa amplificati dalla pubblicità, al contrario, i primi presero spunto dalla natura, dai riferimenti storiografici e sociali, quali quelli movimentisti e politici a cavallo del Sessantotto, e guardarono con interesse al Futurismo, prima Avanguardia Storica del Novecento.
La sezione Pop, con quasi un centinaio di opere selezionate di trentacinque artisti, privilegerà i grandi formati che verranno spettacolarizzati da un’ampia sezione di sculture.
Saranno presenti opere di Valerio Adami, Franco Angeli, Enrico Baj, Paolo Baratella, Roberto Barni, Gianni Bertini, Alik Cavaliere, Mario Ceroli, Claudio Cintoli, Lucio Del Pezzo, Fernando De Filippi, Bruno Di Bello, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Pietro Gallina, Piero Gilardi, Sergio Lombardo, Roberto Malquori, Renato Mambor, Elio Marchegiani, Umberto Mariani, Gino Marotta, Titina Maselli, Fabio Mauri, Aldo Mondino, Ugo Nespolo, Pino Pascali, Michelangelo Pistoletto, Concetto Pozzati, Mimmo Rotella, Sergio Sarri, Mario Schifano, Giangiacomo Spadari, Tino Stefanoni, Cesare Tacchi, Emilio Tadini.
Catalogo Silvana Editoriale.
____________________________________________________________________
Mostra
RI EVOLUTION I grandi rivoluzionari dell’Arte italiana dal Futurismo alla Street Art
Palazzo della Cultura, Catania
7 settembre 2023 - 7 gennaio 2024
a cura di Raffaella Bozzini e Giuseppe Stagnitta,
con la supervisione storico-scientifica di Marco Di Capua
Nelle prestigiose sale del Palazzo della Cultura di Catania si terrà la mostra “RI EVOLUTION - I grandi rivoluzionari dell’Arte italiana, dal Futurismo alla Street Art”, prodotta da Dietro Le Quinte Arte Contemporanea e da Emergence Festival, con il patrocinio della Regione Sicilia, dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Catania e con la collaborazione scientifica e organizzativa di Edieuropa QUI Arte Contemporanea.
Oltre 130 opere di 80 artisti italiani, tra i più importanti e significativi del XX Secolo, che hanno rivoluzionato la storia artistica e culturale internazionale. Un percorso tematico ed immersivo che attraverserà la storia dell’arte italiana dai primi del Novecento ai giorni nostri.
La mostra vuole ripercorrere il secolo più innovativo e rivoluzionario dell’arte italiana, offrendo uno sguardo articolato sui fenomeni di trasformazione del pensiero, creando una continua dialettica dinamica tra passato e presente. Attraverso un percorso espositivo innovativo, che si articolerà in modo informale e svincolato dalle caratteristiche del proprio tempo, si passerà dal Futurismo all’Astrattismo, dall’Arte Povera a quella Cinetica, dalla Metafisica alla Transavanguardia per arrivare alla Street Art attraverso un dialogo tra gli artisti, accomunati dal genio e dall’originalità delle opere stesse.
In mostra opere di alcuni fra i più importanti artisti del Novecento italiano tra i quali: Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Fortunato Depero, Gino Severini, Giorgio de Chirico, Alberto Burri, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Fausto Melotti, Emilio Vedova, Giulio Turcato, Alighiero Boetti, Mario Ceroli, Jannis Kounellis, Gino De Dominicis, Fabio Mauri, Gino Marotta, Pino Pascali, Michelangelo Pistoletto, Franco Angeli, Tano Festa, Mario Schifano, Mimmo Paladino, Maurizio Cattelan, Vettor Pisani, Studio Azzurro, KayOne, Sten Lex e tanti altri.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Dietro le Quinte Arte Contemporanea.
____________________________________________________________________
Mostra
GINO MAROTTA/EDEN BLU
Palazzo dell’Emiciclo, L’Aquila
6 – 21 settembre 2023
a cura di Laura Cherubini e Giacinto di Pietrantonio
L’Associazione MU6 ETS organizza la mostra GINO MAROTTA/EDEN BLU a cura di Laura Cherubini e Giacinto Di Pietrantonio, realizzata da Germana Galli e Antonella Muzi. L’esposizione è sostenuta dal Consiglio Regionale d’Abruzzo, dalla Fondazione Carispaq, da ANCE L’Aquila e da Farmanatura, con il patrocinio del Comune dell’Aquila.
Il progetto intende riaccendere i riflettori sul lavoro di Gino Marotta la cui valorizzazione storico-critica sta conoscendo una importante stagione. La mostra propone, in particolare, un corpus di opere iconiche in metacrilato blu: alberi e animali che costituiscono un ideale Eden, un giardino artificiale in cui lo spettatore si trova immerso e portato a riflettere sul mondo della natura e dell’industria che hanno avuto un ruolo dominante nella riflessione critica di Marotta.
Un tema di stretta attualità che pone una riflessione sul rapporto dialettico tra uomo, natura e artificio nel nostro tempo e alla luce degli effetti nefasti che l’azione dell’uomo sta producendo sull’ambiente e più in generale sul pianeta. Attraverso lo sguardo di un grande artista storicizzato a livello internazionale, si vuole indagare anche la complessità del presente ponendo in evidenza la grande intuizione che Marotta portò nella sua ricerca artistica già alla fine degli anni sessanta del Novecento.
“Aggirarsi per questa giungla blu trasparente di Marotta ci dà un senso di armonia e libertà come si immagina un paradiso e come vorremmo che fosse - scrive in catalogo uno dei curatori, Giacinto Di Pietrantonio
Il metacrilato, materiale innovativo, per Marotta diventa un medium privilegiato; l’artista, infatti, lo descrive come “l’unico materiale che non degenera, perché altamente tecnologico”. “Con il metacrilato (o perspex) Marotta trova il “suo” materiale – scrive in catalogo Laura Cherubini, curatrice della mostra - …“Campiture del diafano” dirà con folgorante linguaggio Emilio Villa, e ancora “tumulti della trasparenza.
La trasparenza, fino a quel momento appannaggio di materie nobili come il vetro, viene trasferita a questo nuovo materiale artificiale: iI metacrilato anche come generatore di luce quasi per necessità. “Ho usato il colore luce invece del colore materia” dirà Gino Marotta.
Molisano di origine (Campobasso 1935 - Roma 2012) ma con un lungo e fecondo rapporto con l’Abruzzo dove ha anche diretto negli anni Settanta l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila in cui insegnavano figure come Alberto Arbasino, Sylvano Bussotti, Carmelo Bene e Fabio Mauri.
Negli anni Gino Marotta ha sviluppato una profonda ricerca sui materiali, lavorando - a partire dagli anni ’50 - con i prodotti dell’industria e giungendo poi a trovare il suo materiale “d’elezione”: il metacrilato. Da precursore di tematiche di straordinaria attualità, Marotta ha lavorato sull’iconografia della natura, avviando un’indagine sul rapporto tra natura e artificio.
____________________________________________________________________
Mostra
PLASTIC WORLD
Schirn Kunshalle Frankfurt, Frankfurt am Main
22 Giugno – 1 Ottobre 2023
a cura di Martina Weinhart
Testi in catalogo di Sebastian Baden, Heather Davis, Anna Huber, Dietmar Rübel, Pamela Voigt, Friederike Waentig, e Martina Weinhart
La Schirn Kunsthalle di Francoforte dedica per la prima volta una grande mostra alla storia della plastica nelle arti visive. Si apre così l'ampio panorama dell'uso artistico e della valorizzazione del materiale dagli anni Sessanta ai giorni nostri.
“La plastica è il materiale emblematico del nostro presente che ha radicalmente cambiato l'arte e la società in pochissimo tempo. Quello che ora si è rivelato un enorme fardello per l'ambiente è stato un grande arricchimento per l'arte, per l'architettura e il design” scrive Martina Weinhart, curatrice della mostra.
La plastica è ovunque. Permea il presente, è onnipresente nella vita di tutti i giorni. Le materie plastiche hanno trovato presto la loro strada nell'arte grazie alle loro immense possibilità creative, diventando rapidamente un materiale fondamentale e un veicolo di innovazione.
"Plastic World" riunisce 100 opere di oltre 50 artisti internazionali che lavorano con le materie plastiche in un'ampia varietà di modi, tra cui Monira Al Qadiri, Archigram, Arman, César, Christo, Haus-Rucker-Co, Eva Hesse, Hans Hollein, Craig Kauffman, Kiki Kogelnik, Gino Marotta, James Rosenquist, Pascale Marthine Tayou e Pinar Yoldas.
Per Sebastian Baden, direttore della Schirn Kunsthalle di Francoforte “Con Plastic World, la Schirn presenta una panoramica unica e attesa da tempo sull'uso dei materiali sintetici nelle arti visive… La nostra esposizione va ben oltre gli aspetti puramente estetici e formali. Invita piuttosto a un esame critico dell’impiego di questo materiale”.
Con la rapida diffusione dei materiali industriali, nella seconda metà degli anni Sessanta artisti come Gino Marotta hanno esplorato il rapporto tra natura e artificialità e scardinato i concetti tradizionali di rappresentazione mimetica della natura. Di Gino Marotta è presente in mostra l’installazione Eden Artificiale (1967–1973) in polimetilmetacrilato, una non-natura modulare.
____________________________________________________________________
Progetto
RESTAURO DELLA “GIRAFFA ARTIFICIALE” DI GINO MAROTTA
Museo del Novecento e MUDEC avviano il progetto di restauro della “Giraffa Artificiale” di Gino Marotta in collaborazione con il Getty Conservation Institute (GCI) di Los Angeles e il Centro di Conservazione e Restauro La Venaria Reale (CCR)
L’opera
“Giraffa Artificiale”, alta tre metri e realizzata in polimetilmetacrilato rosa trasparente, fa parte della serie di sculture in metacrilato che Gino Marotta ha realizzato a partire dall’inizio degli anni Sessanta e fino ai primi anni Settanta. L’opera, di proprietà del Museo del Novecento, è stata donata dall’artista al Comune di Milano nel 1973, in occasione della sua mostra personale alla Rotonda della Besana.
Con l’innovativa e pionieristica sperimentazione sul materiale plastico trasparente Marotta esplora i concetti di “artificiale” e “naturale” descrivendo il mondo naturale con un materiale artificiale come il polimetilmetacrilato e mettendo al centro del suo lavoro il rapporto con la produzione industriale.
La ricerca di Marotta sulle sculture che rappresentano animali in metacrilato, di cui “Giraffa Artificiale” del 1973 è l’esempio più grande per dimensione, si apre nel corso degli anni Sessanta e Settanta ad una realtà installativa ambientale: da singoli oggetti le sculture vanno a comporre paesaggi immaginifici nei quali lo spettatore è invitato ad entrare e ad immergersi e diventano anche scenografie per il teatro e il cinema, come testimoniato dal sodalizio artistico con Carmelo Bene.
Il progetto di restauro
Getty Conservation Institute, attraverso la coordinatrice del progetto di ricerca Anna Laganà (GCI) collabora dal 2016 con il Museo del Novecento di Milano, che ha messo a disposizione l’opera “Giraffa Artificiale” come caso di studio.
Il progetto si concentra sulla conservazione dei materiali plastici, in particolare il polimetilmetacrilato trasparente, un medium utilizzato da molti artisti contemporanei. La conservazione di questo tipo di materiale presenta numerose sfide, tra cui la difficoltà di ripristinarne la trasparenza e quella di individuare materiali di restauro che non ne intacchino l’integrità.
Getty Conservation Institute, Museo del Novecento, CCR e MUDEC collaboreranno per applicare la ricerca effettuata dal GCI sulla conservazione dei materiali plastici e per diffondere le metodologie per la conservazione delle opere contemporanee. Le attività includono giornate di apertura del laboratorio di restauro del MUDEC per visitatori e una serie di workshop formativi per professionisti sulla conservazione dei materiali plastici.
L’opera verrà restaurata presso il laboratorio di restauro del MUDEC da Anna Laganà (GCI), responsabile del restauro, e Marco Demmelbauer (CCR)
A conclusione del restauro a fine aprile verrà esposta al Museo di Storia Naturale di Milano nell’ambito del palinsesto “Rainbow” con ingresso gratuito per il pubblico
Workshop per restauratori
Il 17 e il 31 marzo e il 14 aprile, presso il laboratorio di restauro e Spazio delle Culture del MUDEC a Milano, si terrà il workshop “La Conservazione della plastica. Un caso di studio: Giraffa Artificiale di Gino Marotta” dedicato alla conservazione dei materiali plastici e condotto da Anna Laganà (Getty Conservation Institute) e Marco Demmelbauer (Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale).
Il workshop è stato ideato in collaborazione con il progetto “Storie di Plastica”, che prevede la collaborazione di diverse istituzioni tra cui l’Associazione CESMAR7, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, CASVA (Centro Alti Studi Arti Visive, Milano), ISPC-CNRT (Istituto di Scienze per il Patrimonio Culturale di Milano) e l’Università di Torino-Dipartimento di Chimica.
Foto di Rossella Papetti
____________________________________________________________________
Mostra
FARE UNO dalla Parola al Segno un dialogo possibile
Galleria Erica Ravenna
Via della Reginella 3, Roma
29 Marzo – 15 Luglio 2023
con la collaborazione di Micol Veller Fornasa
Testi in catalogo di Benedetta Carpi De Resmini e Ludovico Pratesi
Carla Accardi, Vincenzo Agnetti, Mirella Bentivoglio, Tommaso Binga, Alighiero Boetti, Jannis Kounellis, Gino Marotta, Simona Weller
La galleria Erica Ravenna prosegue il suo programma espositivo con una riflessione sugli intrecci tra linguaggio e immagine e sulle poetiche che hanno accomunato una linea di ricerca dell’arte contemporanea, nata dalle prime avanguardie del Novecento e sviluppatasi fino ai giorni nostri.
In questa collettiva dal titolo “FARE UNO dalla Parola al Segno un dialogo possibile”, una selezione di opere di Carla Accardi, Tommaso Binga, Mirella Bentivoglio, Simona Weller, Vincenzo Agnetti, Alighiero Boetti, Jannis Kounellis e Gino Marotta, evidenzia un tipo di sentire comune nell’ambito della ricerca artistica che ha caratterizzato gli anni ’60 e ’70 e allo stesso tempo – in un momento storico di grande attenzione e riscoperta dell’arte al femminile – pone la questione di un confronto tra le “due metà dell’avanguardia”.
Il richiamo all’assunto lacaniano della”(im)possibilità di fare UNO”, accompagna quindi tale riflessione attraverso un dialogo a più voci nel quale protagonista è la PAROLA come fondamento dell’immagine “in cui l’essere si riconoscerà e attraverso la quale riconoscerà gli altri”.
____________________________________________________________________
Mostra
ANIMALI A CORTE Vite mai viste nei Giardini Reali
Musei Reali - Torino
5 maggio – 16 ottobre 2022
a cura di Stefania Dassi e Carla Testore
La mostra Animali a Corte. Vite mai viste nei Giardini Reali - è incentrata su opere realizzate da artisti italiani che hanno voluto interpretare il mondo animale e rappresentarne le diverse specie, sfruttando ciascuno un singolare linguaggio espressivo e una speciale tecnica esecutiva, oltre a diversi materiali – dichiara Enrica Pagella, Direttrice dei Musei Reali.
Sedici gli artisti in mostra: Paolo Albertelli e Mariagrazia Abbaldo, Maura Banfo, Nazareno Biondo, Nicola Bolla, Stefano Bombardieri, Jessica Carroll, Fabrizio Corneli, Cracking Art, Diego Dutto, Ezio Gribaudo, Michele Guaschino, Luigi Mainolfi, Gino Marotta, Mario Merz, Pino Pascali e Velasco Vitali.
La scelta degli animali deriva da uno studio che evidenzia diverse chiavi di lettura – spiegano le curatrici Stefania Dassi e Carla Testore. Alcuni animali nella storia dell’arte e lungo l’evoluzione delle civiltà sono da sempre stati scelti e raffigurati per il loro marcato valore simbolico
L’allestimento nella cornice della residenza storica trasforma il museo in un luogo di meraviglia e di conoscenza, nel quale il pubblico è chiamato a muoversi alla scoperta delle opere degli artisti del nostro tempo o del recente passato.
Il percorso, che conta oltre 25 installazioni, si snoda in parte nei Giardini Reali, elemento fondante dell’identità dei Musei Reali, nonché prezioso luogo d’incontro e di socialità per cittadini e turisti. I visitatori possono ammirare le sculture immergendosi in uno zoo silenzioso e statico. L’esposizione si sviluppa anche tra le sale di Palazzo Reale, dell’Armeria e della Galleria Sabauda, dove il pubblico può scoprire le insospettabili connessioni che legano le sculture contemporanee agli animali raffigurati nelle collezioni.
Nella Sala della Colazione del Palazzo Reale è esposta l’installazione di Gino Marotta Oasi artificiale che comprende le sculture del 1969: Albero artificiale, Fenicottero artificiale, Miraggio di menta.
www.museireali.beniculturali.it
____________________________________________________________________
Evento
PRESENTAZIONE DELL’ARCHIVIO GINO MAROTTA
Galleria Erica Ravenna – Via della Reginella 3 - Roma
Domenica 24 Ottobre 2021, ore 18
Interventi di Lorenzo Canova, Laura Cherubini, Isa Francavilla Marotta e Andrea Viliani
Domenica 24 ottobre alle ore 18,00 alla galleria Erica Ravenna verrà presentato l’Archivio Gino Marotta.
Lorenzo Canova, Laura Cherubini, Isa Francavilla Marotta, Nicola Spezzano e Andrea Viliani, componenti del Comitato, intervengono con l’intento di far luce sul filo comune che ha percorso e unito momenti diversi della creazione artistica di Gino Marotta.
L’Archivio si propone di diventare un laboratorio di studio e ricerca in grado di promuovere e valorizzare l’immagine complessiva di Marotta, della sua produzione artistica e della sua concezione dell’arte.
Saranno presenti anche gli altri componenti del Comitato Tecnico Scientifico: Giorgia Calò, Carlo Francavilla, Manfredi Maretti e Angelandreina Rorro.
____________________________________________________________________
Esposizione permanente
QUIRINALE CONTEMPORANEO 2021
L'arte e il design del periodo repubblicano nella Casa degli Italiani
Palazzo del Quirinale Roma e Tenuta Presidenziale di Castelporziano
È aperto al pubblico dal 1 ottobre 2021
A cura di Renata Cristina Mazzantini
L’Archivio Gino Marotta è presente in questa terza edizione di Quirinale Contemporaneo con le opere di Gino Marotta:
Albero artificiale, 1966, in metacrilato, esposto nella Camera Imperiale del Palazzo del Quirinale
Rupestre, 2002, sculture in ceramica esposte nella Tenuta di Castelporziano.
“…Un progetto volto ad aggiornare l’immagine delle sedi istituzionali tramite l’inserimento di rilevanti espressioni del genio e dell’estro degli artisti italiani, dalla nascita della Repubblica ai nostri giorni: opere d’arte e oggetti di design che aggiungono un’importante testimonianza pubblica dell’eccellenza italiana in questo settore, mai affievolita…”
Queste le parole del Presidente Sergio Mattarella presentando l’iniziativa.
Come scrive Renata Cristina Mazzantini, curatrice del progetto e del catalogo Quirinale Contemporaneo - edito da Treccani e con le fotografie di Massimo Listri:
“Il Quirinale è un luogo di valori e memorie, di arte e bellezza, e il suo straordinario patrimonio reca la firma dei migliori artisti, che con il succedersi di trenta pontefici e quattro regnanti arricchirono nel tempo l’opera dei loro predecessori. Aggiungendosi a questa secolare stratificazione di magnificenza, l’arte contemporanea è giunta sul Colle per documentare anche il periodo repubblicano, dimostrando che l’Italia non vive unicamente nel riverbero della sua magnifica tradizione, ma, oggi come ieri, è una straordinaria fucina di creatività.
…La selezione è stata vincolata dall’indicazione di rivolgersi unicamente e direttamente agli artisti, o alle Fondazioni e gli Archivi che li rappresentano.
…Nei saloni di rappresentanza del Quirinale sono disseminate, sui marmi delle consolle, le ceramiche di Cerone e Leoncillo, due bronzi di Marini, i lavori di Fabro e Melotti, la terra cruda di Merz; mentre risaltano le imponenti sculture di Ceroli e de Chirico, quelle più slanciate di Marotta e Nunzio, l’esile ‘farfalla’ di Fontana.
…Nel parco di Castelporziano sono esposte le grandi ceramiche di Marotta e Caruso.
…La scelta è stata guidata dall’idea di innovare nel solco della tradizione che, secondo l’aforisma attribuito a Gustav Mahler, «non è adorare la cenere, ma custodire il fuoco»”.
____________________________________________________________________
Mostra
DIALOGHI: PINO PASCALI/GINO MAROTTA. Artifici Naturali
Fondazione Pino Pascali - Via Parco del Lauro 119, Polignano a Mare
2 luglio - 15 novembre 2021
A cura di Rosalba Branà e Lorenzo Canova
Inaugura il 2 luglio alle 18,30 presso la Fondazione Pino Pascali la mostra Dialoghi: Pino Pascali/Gino Marotta. Artifici Naturali, a cura di Rosalba Branà e Lorenzo Canova, un confronto incontro tra due protagonisti del rinnovamento dell’arte italiana e internazionale negli anni Sessanta.
Coetanei – erano nati entrambi nel 1935 – i due artisti erano accomunati da un legame di amicizia fatto di affinità poetiche e di visione. Entrambi attivi nel fervido contesto delle neoavanguardie romane, Pascali e Marotta rappresentano due personalità centrali all’interno di quelle ricerche che, partendo dall’utilizzo dei nuovi materiali del mondo contemporaneo, hanno dato vita a una nuova idea dell’opera d’arte e del suo rapporto con lo spettatore, attraverso lo sconfinamento e l’immersività dell’arte ambientale, alla quale i due artisti hanno dato contributi basilari e ancora attualissimi.
Interesse per i nuovi materiali offerti dal mondo industriale e, in contrasto, il ritorno continuo alla natura, la contaminazione con i settori della scenografia e della pubblicità, della televisione e del cinema, nei quali entrambi sono stati attivi.
Scrive in catalogo Branà “Pino Pascali (1935-1968) e Gino Marotta (1935-2012), vivono appieno il clima artistico degli Anni Sessanta e contribuiscono a sostanziali cambiamenti in campo espressivo-linguistico, figli entrambi di una nuova cultura nella quale confluivano istanze della cultura agraria e della crescente civiltà industriale. La mostra intende creare un dialogo visivo che evidenzia analogie e differenze entro le quali gli artisti hanno operato, dando spazio ad una istanza di libertà creativa fuori dagli schemi”.
I due autori hanno tracciato un percorso di ricerca esponendo entrambi in mostre fondamentali come Lo Spazio dell’Immagine a Foligno (1967) e 4 artistes italiens plus que nature del 1969, la celebre mostra parigina di cui Pino Pascali è stato protagonista insieme a Marotta (con Mario Ceroli e Jannis Kounellis), nonostante fosse tragicamente scomparso l’anno precedente.
“Pascali e Marotta sono due protagonisti dell’arte italiana e internazionale degli anni Sessanta, due ragazzi legati dall’amicizia, dalla nascita nello stesso anno e dalla provenienza da due città del sud di due regioni confinanti, due sperimentatori di nuovi linguaggi e nuove forme espressive, due innovatori capaci di sconfinare in modo fecondo in campi diversi come la pubblicità, l’architettura, il teatro e la televisione mantenendo salde le caratteristiche specifiche dalla loro visione”, spiega nel suo testo Lorenzo Canova.
L’incontro negli spazi della Fondazione Pascali si esplica in un percorso organizzato in più sezioni, che raccontano la relazione tra tensione modulare, finzione, sperimentazione e tema del paesaggio, attraverso le opere Albero del Paradiso, Oasi d’Ombra, Natura Modulare, Paesaggio Artificiale, per citarne solo alcune tra quelle in mostra, dal 1964 al 1973. I Cinque Bachi da setola e un bozzolo di Pino Pascali dialogano con le Ninfee (arancio, verde acido e nere) illuminate al neon di Marotta, in un tripudio tra natura, invenzione e artificialità.
Con questa mostra, la Fondazione Pino Pascali prosegue nel suo percorso di indagine storico critica che pone l’opera di Pascali a confronto con quella di altri maestri, non necessariamente coevi, in un gioco di rimandi, visioni poetiche, afflati comuni. Nell’ambito di questo ciclo dei Dialoghi, ideato dalla direttrice del Museo Pascali, Rosalba Branà, si sono svolte negli scorsi anni le mostre Pino Pascali e Luigi Ghirri, Pascali Bonalumi Castellani Fontana Manzoni, Pino Pascali e Claudio Cintoli.
La mostra inaugurerà venerdì 2 luglio alle 18,30 e sarà visitabile fino al 17 ottobre 2021 nel rispetto delle normative vigenti anti Covid-19.
____________________________________________________________________
Mostra
A.B.O. THEATRON. L’arte o la vita
Museo d'Arte Contemporanea - Castello di Rivoli
25 giugno 2021 - 9 gennaio 2022
Coordinamento e sviluppo curatoriale: Andrea Viliani
Concept: Carolyn Christov-Bakargiev e Achille Bonito Oliva
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e il CRRI (Centro di Ricerca Castello di Rivoli) presentano la mostra A.B.O. THEATRON. L’arte o la vita che indaga la figura di uno dei più importanti storici dell’arte, critici e curatori contemporanei, Achille Bonito Oliva.
A.B.O. THEATRON. L’arte o la vita è stata sviluppata curatorialmente da Andrea Viliani, Responsabile e Curatore del CRRI sulla base di un concetto di Carolyn Christov-Bakargiev e Achille Bonito Oliva, con un Comitato scientifico composto da Marcella Beccaria, Capo Curatore e Curatore delle Collezioni del Museo, e Cecilia Casorati, Laura Cherubini, Stefano Chiodi, Paola Marino, storici dell’arte e curatori che negli anni hanno seguito con particolare attenzione la ricerca e l’attività saggistica e espositiva di Achille Bonito Oliva.
In occasione della mostra, Achille Bonito Oliva ha donato al CRRI il proprio archivio personale.
“È stata una continua scoperta e un grande privilegio” afferma Andrea Viliani, Responsabile e Curatore del CRRI “dedicarmi in questi due anni allo studio di un archivio ancora inedito quale quello che ricostruisce gli oltre sessant’anni di attività critica ed espositiva di Achille Bonito Oliva. La nostra mostra è una pietra miliare nell’ambito della programmazione del Castello di Rivoli e del suo CRRI dedicata ai più grandi curatori del XX secolo”.
L’arte o la vita è articolata su tre livelli fra loro interconnessi, ognuno dei quali corrisponde a un importante aspetto del poliedrico operato del critico e del curatore:
– La curatela delle mostre (ricostruzione delle principali mostre tematiche, selezionate dal curatore stesso). Le prime mostre ricostruite in questa sezione sono: Amore mio, 1970; Vitalità del negativo, 1970; Contemporanea, 1973-74 …
– L’enciclopedica scrittura saggistica e lo spazio privato (affidata alle sue più importanti pubblicazioni così come a un vasto materiale inedito).
– L’espressione comportamentale e lo spazio pubblico (attività per la radio, il cinema e, soprattutto, la televisione, ma anche i progetti per giornali e riviste, le onorificenze e gli strumenti atti a definire un vero e proprio culto della propria personalità, che ne definiscono la dimensione autonoma di personaggio pubblico).
In occasione della mostra sarà edito dal Castello di Rivoli e Skira un catalogo scientifico bilingue (italiano/inglese) introdotto da un saggio di Carolyn Christov-Bakargiev e da un’intervista fra Achille Bonito Oliva e Hans Ulrich Obrist. Saranno inoltre pubblicati saggi inediti di Marcella Beccaria, Andrea Viliani, Cecilia Casorati, Laura Cherubini, Clarissa Ricci, Stefano Chiodi, Andrea Cortellessa, Carlo Falciani e Paola Marino. Integreranno il volume e schede dedicate alle mostre principali curate da Bonito Oliva, e un’estesa bio-bibliografia e cronologia ragionate.
____________________________________________________________________
Mostra
L’UOMO E L’ARTE
Lucas Cranach il Vecchio, Giorgio De Chirico, Jean-Auguste-Dominique Ingres,
Jannis Kounellis, Gino Marotta, Giulio Paolini, Mario Schifano.
Erica Ravenna - Arte Contemporanea - Via della Reginella 3, Roma
21 aprile – 10 luglio 2021
Testi in catalogo di Fabio Benzi, Laura Cherubini
La galleria riapre oggi con la mostra L’Uomo e l’Arte. Ancora una volta si sottolinea l’importanza della relazione con la storia come elemento fondante dei vari linguaggi dell’arte visiva.
Una selezione di opere di Jannis Kounellis, Gino Marotta, Mario Schifano e Giulio Paolini, nelle quali il riferimento alla storia dell’arte remota e più recente è apertamente enunciato, si specchia in un inedito raffronto con le dirette ed originali fonti d’ispirazione: Lucas Cranach il Vecchio, Giorgio De Chirico e Jean-Auguste-Dominique Ingres.
Un dialogo a più voci che disvela la storia delle immagini e si interroga sulle rappresentazioni collettive che intersecano la memoria e la cultura di un popolo. Dal mondo classico fino ai primi del Novecento, saranno esposti i frutti di una ricerca di quella che l’iconologo Aby Warburg avrebbe definito l’eterna “sopravvivenza dell’antico”.
Negli anni Sessanta si apre una stagione creativa che, nella storiografia artistica, tradizionalmente segna un momento di decisiva frattura con i canoni precedenti.
Si delineava una nuova grammatica multiforme che sembrava voler rompere una volta per tutte i ponti col passato e rinnegare definitivamente l’attitudine retrospettiva. Se già Marinetti esortava a gran voce a distruggere musei, biblioteche ed accademie, in un paese come l’Italia però, la cui eredità artistica è intrinsecamente parte della costruzione dell’identità nazionale, tale monito non poteva che avere un valore puramente programmatico anche per le generazioni future.
Le opere in mostra testimoniano infatti come gli artisti italiani appartenenti a tale generazione, nonostante l’aderenza ad una determinata temperie, hanno di frequente attinto dal repertorio della storia dell’arte antica e non solo, recuperando stilemi formali ed intenzionalità, rielaborando o citando direttamente iconografie e testimoniando dunque come il passato non possa mai dirsi completamente concluso nel presente.
È di questo rapporto che questa mostra vuole parlare, del valore che ha avuto in Italia e in Europa nella formazione di un’identità culturale propria del mondo occidentale, e di come esso sia rintracciabile fin nelle ultime sperimentazioni dei nuovi linguaggi dell’arte.
____________________________________________________________________
Mostra
I sei anni di Marcello Rumma 1965-1970
Museo MADRE - Napoli
15 dicembre 2019 – 29 giugno 2020
A cura di Gabriele Guercio, Andrea Viliani
La Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee presenta la prima mostra retrospettiva dedicata a Marcello Rumma (Salerno, 1942-1970), figura centrale nel dibattito culturale italiano e internazionale fra gli anni Sessanta e Settanta.
Nei suoi sei anni di attività, dal 1965 al 1970, Rumma sviluppò la sua ricerca, tanto di breve durata quanto intensa e pionieristica, quale promotore di progetti espositivi e editoriali, imprenditore culturale e collezionista, organizzando mostre e pubblicazioni dedicate alle ultime generazioni e alle ricerche artistiche più sperimentali del suo tempo. Progetti riconosciuti come esperienze centrali nella storia dell’arte e della cultura contemporanee.
Tra i progetti promossi da Marcello Rumma le tre edizioni della Rassegna d’Arte Internazionale di Amalfi.
La prima edizione, Aspetti del “ritorno alle cose stesse”, a cura di Renato Barilli, 1966, svolse un’analisi sulla pittura contemporanea in Italia.
La seconda edizione, L’impatto percettivo, a cura di Alberto Boatto e Filiberto Menna, 1967, esplorò il tema della percezione nelle ricerche artistiche contemporanee
La terza e ultima edizione, Arte Povera più Azioni Povere, a cura di Germano Celant, 1968, rappresentò il momento di sostanziale affermazione delle ricerche afferenti all’Arte Povera, allora in formazione e alla loro prima presentazione in uno spazio pubblico: in mostra erano presenti le opere di Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario e Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Gianni Piacentino, Michelangelo Pistoletto, Gilberto Zorio e le azioni – che si spinsero anche al di fuori dello spazio espositivo, per occupare la città e il paesaggio – di Riccardo Camoni, Paolo Icaro, Pietro Lista, Gino Marotta, Plinio Martelli, Carmine Limatola detto Ableo, Annemarie Sauzeau Boetti, lo Zoo di Pistoletto e con la partecipazione, su invito di Piero Gilardi, anche di tre artisti stranieri, Jan Dibbets, Richard Long e Ger van Elk.
Questa mostra non vuole essere una rievocazione o una celebrazione, piuttosto essa si propone di ripensare criticamente gli effetti di quelle esperienze e far riverberare la complessità di quella progettualità, reinvestendola in un agire capace di aprire nuovi scenari di ricerca, narrazione e rinnovata esperienza.
____________________________________________________________________
Mostra
ARCADIA E APOCALISSE. Paesaggi italiani in 150 anni di arte, fotografia, video e installazioni
PALP Palazzo Pretorio - Pontedera
8 dicembre 2019 – 26 aprile 2020
Ideazione e cura di Daniela Fonti e Filippo Bacci di Capaci
La mostra si articola in vari capitoli che, servendosi della pittura, della fotografia, del video, del film e delle installazioni, conducono lo spettatore ad immergersi nei sentimenti e nelle riflessioni che il paesaggio ha ispirato negli autori e nei fotografi e ad apprezzare e comprendere opere che vogliono essere, oltreché immagini coinvolgenti, anche documenti in cui si travasa l’intera cultura di un’epoca. La pittura di paesaggio è infatti il frutto di un processo molto complesso di interpretazione e ‘ricostruzione’ della natura, che coinvolge il momento storico di riferimento con il suo sistema di
relazioni, la cultura artistica cui l’autore appartiene e la storia individuale.
Attraverso un lungo racconto che si avvale di opere pittoriche, scultoree, arti decorative, fotografia e nuovi media – dalla metà dell’Ottocento ad oggi – l’esposizione ruota intorno al pensiero creativo sul paesaggio…
Dagli anni ‘60 il paesaggio è per lo più un riferimento interiorizzato a un’esperienza di carattere profondamente individuale, tuttavia è sul versante della pop art e delle nascenti ricerche concettuali che il paesaggio riprende piena legittimità in artisti impegnati a centrare sul tema il confronto fra la pittura e nuovi media espressivi e nuovi materiali industriali, in uno sforzo di creazione di nuovi linguaggi e totale oggettivazione dell’immagine.
In mostra opere di Giovanni Fattori, Giovanni Boldini, Giacomo Balla, Fortunato Depero, Giulio Aristide Sartorio, Duilio Cambellotti, Antonio Donghi, Ottone Rosai, Giorgio Morandi, Mario Mafai, Afro Basaldella, Carlo Levi, Fausto Pirandello, Tancredi, Giulio Turcato, Gino Marotta, Mario Giacomelli, Mario Schifano, Luigi Ghirri, Gabriele Basilico, Michelangelo Pistoletto e altri.
____________________________________________________________________
Mostra
SUPERPOP 20/21
Musei Civici di Palazzo d’Avalos - Vasto
19 luglio - 6 ottobre 2019
A cura di Lorenzo Canova
Un progetto dedicato a una linea fondamentale dell’arte italiana del secondo Novecento, un attraversamento che raccoglie i maggiori protagonisti di uno speciale momento storico, un intreccio di visioni e di forme espressive che ha lasciato un’eredità fondamentale alle giovani generazioni: la mostra Superpop 20/21 vuole presentare così la vitalità delle ricerche degli autori legati al contesto della Pop Art...
Il percorso parte così da un caposcuola come Mimmo Rotella, precursore della Scuola di Piazza del Popolo e dell’area della Pop romana, presente in mostra con Franco Angeli, Umberto Bignardi, Marisa Busanel, Mario Ceroli, Claudio Cintoli, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Sergio Lombardo, Renato Mambor, Bruno Mancinotti, Gino Marotta, Titina Maselli, Pino Pascali, Luca Maria Patella, Mario Schifano, Cesare Tacchi.
In questa linea si collocano anche protagonisti dell’arte a Milano, come Valerio Adami, Enrico Baj, Paolo Baratella, Lucio Del Pezzo, Emilio Tadini, o a Torino, Bologna e Firenze, come Piero Gilardi, Ugo Nespolo, Concetto Pozzati, Gianni Bertini, Umberto Buscioni, Gianni Ruffi, mostrando la freschezza e la diffusione di queste ricerche estese fino alla poesia visiva di Nanni Balestrini.
____________________________________________________________________
Mostra
ART IS EASY
MACTE, Museo d’Arte Contemporanea di Termoli
28 aprile - 28 maggio 2019
A cura di Laura Cherubini e Arianna Rosica
Mostra inaugurale del MACTE, Museo d’Arte Contemporanea di Termoli, primo spazio dedicato all’arte contemporanea in Molise.
Vi sono esposte una sessantina di opere tra le oltre 400 della Collezione del Premio Termoli, datate dal 1955 fino a oggi, in gran parte dipinti su tela ma anche opere scultoree realizzate con pluralità di tecniche e materiali, selezionate da Laura Cherubini e Arianna Rosica per l’allestimento delle sette sale espositive del MACTE. Nello spazio centrale del museo le curatrici rendono omaggio a Mario Ceroli e Gino Marotta, due grandi artisti che hanno partecipato al Premio Termoli.
____________________________________________________________________
Mostra
GIORGIO DE CHIRICO RITORNO AL FUTURO. Neometafisica e Arte Contemporanea
GAM - Torino
19 aprile - 25 agosto 2019
A cura di Lorenzo Canova e Riccardo Passoni
La mostra Giorgio De Chirico Ritorno al Futuro, Neometafisica e Arte Contemporanea alla GAM di Torino propone un dialogo tra la pittura neometafisica di Giorgio De Chirico e le generazioni di artisti che, in particolare dagli anni Sessanta in poi, sono stati influenzati dalla sua opera, riconoscendolo come il maestro che ha ispirato la loro nuova visione e che con la sua neometafisica si è posto in un confronto diretto con le generazioni più giovani.
La mostra mette in relazione le opere di De Chirico con tendenze dell’arte italiana e internazionale come la Pop art di Andy Warhol, Valerio Adami, Franco Angeli, Mario Ceroli, Lucio Del Pezzo, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Ezio Gribaudo, Gino Marotta, Ugo Nespolo, Concetto Pozzati, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Emilio Tadini…
____________________________________________________________________
Mostra
LUCE MOVIMENTO. Il cinema sperimentale di Marinella Pirelli
Museo del Novecento - Milano
22 marzo – 25 agosto 2019
A cura di Lucia Aspesi e Iolanda Ratti
Il Museo del Novecento presenta Luce Movimento Il cinema sperimentale di Marinella Pirelli, prodotta dal Comune di Milano Cultura con Electa e curata da Lucia Aspesi e Iolanda Ratti. Saranno presentate le opere che la vedono impegnata nell’ambito del cinema sperimentale, prendendo in considerazione il periodo compreso tra il 1961 e il 1974, in cui Marinella Pirelli realizza il suo ultimo lavoro.
Centro del percorso espositivo è Film Ambiente, una struttura cinematografica percorribile, realizzata, brevettata e presentata alla Galleria De Nieubourg nel 1969.
Tommaso Trini così descrive Film Ambiente in catalogo: “Soggetto del film gli elementari simboli racchiusi nelle sculture parallelepipede del Nuovo Paradiso di Gino Marotta; l’idea dell’ambiente si è inizialmente modellata sulla spazialità dell’opera dello scultore romano… Nell’esperimento alla De Nieubourg la sonorizzazione è stata affidata a Livio Castiglioni”.
Altri film presenti nella mostra e ispirati alle sculture di Gino Marotta sono:
Nuovo Paradiso, 1969 (Film, 16 mm, 7’50’’).
Si ispira alla serie di sculture di Gino Marotta intitolata Il Nuovo Paradiso esposte alla Galleria De Nieubourg.
Naturale-Artificiale, 1968-69 (Film, 16 mm, 15’30’’).
Basato sull’esposizione Naturale-Artificiale di Gino Marotta svoltasi alla Galleria dell’Ariete di Milano nel 1968.
Luce movimento, 1967 (Film, 16 mm, 10’30’’).
Nel film si susseguono forme astratte e geometriche basate sulle opere presentate nell’esposizione Luce e movimento in Europa, alla galleria dell’Ariete di Milano nel 1967. Il film mostra con grande precisione le installazioni di Gianni Colombo, Bruno Munari, Gino Marotta, Lucio Fontana e Grazia Varisco.
____________________________________________________________________
Mostra
IL FAVOLOSO MONDO DI GINO MAROTTA
Galleria Erica Ravenna Fiorentini - Via Margutta 17, Roma
16 Ottobre 2018 – 15 Febbraio 2019
A cura di Laura Cherubini e Erica Ravenna
“Ho sempre agito sulla base di un’incontrollata curiosità, su un’idea di arte come sintesi di natura e di artificio.”
Gino Marotta (Campobasso, 1935 – Roma 2012) è uno dei protagonisti dello scenario artistico italiano e internazionale degli anni ’60, che introduce una visione dell’arte innovativa, attraverso l’uso di nuovi materiali chimici/industriali, in particolare il metacrilato che declina poeticamente ricavandone universi lirici.
L’artista sceglie con questo mezzo di esplorare ciò che caratterizza maggiormente la sua poetica cioè il dualismo tra natura e artificio, luce e trasparenza, opera e ambiente che lo porta a ricreare scenari immaginari popolati da figure trasparenti, tratte dal mondo della natura ma dichiaratamente artificiali e svuotate di ogni consistenza corporea.
La galleria Erica Ravenna Fiorentini rende omaggio a Gino Marotta con una mostra personale, ripercorrendo le tappe più significative del suo percorso artistico, dai bandoni di ferro alle sculture in metacrilato, espressione della sua indagine sulla modernità.
Come ha dichiarato l’artista, l’uso combinato del metacrilato e della luce artificiale opera una messa a nudo del meccanismo del pensiero. Attraverso il metacrilato l’immaterialità della luce diviene essa stessa materia. Caratteristica fondamentale della sua opera è quella di mostrare i procedimenti interni di costruzione: questo è un altro segno dell’appartenenza dell’artista alla grande linea culturale della modernità.
Conversazione su Gino Marotta
Lunedì 3 dicembre 2018, alle ore 18,30 alla galleria Erica Ravenna Fiorentini in via Margutta 17, a Roma, si terrà una conversazione su Gino Marotta in occasione della mostra Il favoloso mondo di Gino Marotta.
Interverranno: Lorenzo Canova, Laura Cherubini, Maria Vittoria Marini Clarelli, Isa Francavilla Marotta, Daniele Cordero di Montezemolo, Piero Sartogo.
Presentazione catalogo
Mercoledì 6 febbraio 2019, alle ore 18,30, alla galleria Erica Ravenna Fiorentini in via Margutta 17, a Roma, avrà luogo la presentazione del catalogo della mostra Il favoloso mondo di Gino Marotta, a cura di Laura Cherubini e Erica Ravenna, con un testo di Laura Cherubini.
Interverranno Laura Cherubini, Ludovico Pratesi e Angelandreina Rorro.
____________________________________________________________________
Mostra
OTTOBRE 1968. “arte povera più azioni povere” agli Arsenali di Amalfi
Castello di Rivoli - Research Institute
13 ottobre 2018 – 31 marzo 2019
Una mostra di documentazione fotografica proveniente dall’archivio di Lia e Marcello Rumma
organizzata dal CRRI
In occasione della Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI e del cinquantenario della rassegna arte povera più azioni povere (Antichi Arsenali della Repubblica, Amalfi, 4-6 ottobre 1968), il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea dedica una mostra documentaria a questo fondamentale momento dell’arte del dopoguerra.
arte povera più azioni povere venne organizzata nel 1968 dal Centro Studi Colautti di Salerno promossa da Marcello Rumma, illuminato collezionista, editore e mecenate, e curata da Germano Celant.
La mostra costituì il primo importante momento di internazionalizzazione degli artisti degli anni Sessanta in cui protagonisti dell’arte concettuale, del postminimalismo e della Land Art si incontrarono, anticipando mostre di fama quali When Attitudes Become Form (Kunsthalle Bern, Berna; Institute of Contemporary Art, Londra, 1969), Op Losse Schroeven: Situaties and Cryptostructuren (Stedelijk Museum, Amsterdam, 1969) e Documenta 5 (Kassel, 1972).
La rassegna di Amalfi può essere considerata la prima mostra di Arte Povera tenutasi in uno spazio pubblico. Parteciparono Ableo, Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Jan Dibbets, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Paolo Icaro, Pietro Lista, Richard Long, Gino Marotta, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Gianni Piacentino, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini, Ger van Elk, Gilberto Zorio.
____________________________________________________________________
Mostra
100%ITALIA. Cent’anni di capolavori
Museo Ettore Fico - Torino
21 settembre 2018 - 10 febbraio 2019
Mostra ideata, curata e coordinata da Andrea Busto
Sezione Pop Art e dintorni a cura di Lorenzo Canova
100%Italia è una mostra dedicata agli ultimi cento anni di arte italiana, dall’inizio del Novecento ai giorni nostri. Con un percorso storico esaustivo, il progetto è l’occasione per evidenziare il ruolo preminente dell’arte italiana, che ha saputo segnare profondamente la creatività europea e quella mondiale. Gli artisti considerati come capisaldi della cultura internazionale verranno esposti, ognuno con una o più opere rappresentative del proprio percorso e del periodo storico di appartenenza. La grandezza dei maestri si potrà quindi percepire in un unicum e in una sequenza espositiva che faranno fare al visitatore uno straordinario viaggio lungo cent’anni.
Dal testo in catalogo di Lorenzo Canova: … La Pop italiana ha trovato così uno dei centri naturali di irradiazione a Roma, città dei massmedia, del cinema, della radio e della televisione, dove è esplosa quella che è stata felicemente definita Scuola di Piazza dl Popolo che, a partire dall’opera di Mimmo Rotella, ha visto attivi molti protagonisti come Franco Angeli, Mario Schifano, Tano Festa, Sergio Lombardo, Renato Mambor, Cesare Tacchi, Mario Ceroli, Gino Marotta, Giosetta Fioroni, Claudio Cintoli, Luca Patella, Umberto Bignardi, in un contesto che vede attive anche artiste come Marisa Busanel, Laura Grisi e Titina Maselli.
©Archivio Gino Marotta ● Via Agostino Bertani, 8 - 00153 Roma (RM) ● C.F. 96423520582
info@archivioginomarotta.org ● presidente@archivioginomarotta.org ● Privacy policy ● cookie policy